COSA SONO L’EDITING E LA CORREZIONE DI BOZZE?

L’editing consiste nel migliorare il testo, soffermandosi sui contenuti e sullo stile, rendendolo omogeneo e piacevole. Possono essere fatti più interventi, tagli e aggiunte, cercando sempre di non stravolgere la volontà dello scrittore.

Una volta che il testo è stato migliorato e si presenta quindi completo, si passa alla fase di correzione di bozze. Per correzione di bozze si intende l’eliminazione dal testo di tutti gli errori di grammatica e sintassi, che siano veri e propri refusi o semplici lapsus. Spesso lo stesso testo passa nelle mani di più correttori, arrivando così alla seconda e alla terza bozza, per limitare al massimo la presenza di errori.

PERCHÉ RIVOLGERSI A UN’AGENZIA EDITORIALE?

La risposta è semplice: avrete molte più possibilità di essere pubblicati. Questo perché, per quanto il vostro romanzo possa essere bello, il biglietto da visita spesso fa la differenza.

Prendete in considerazione una casa editrice, anche di piccole dimensioni: avete idea di quanti romanzi le vengono inviati, anche giornalmente, dagli aspiranti scrittori? Pensate a quanti libri vengono scritti al giorno e quanti di questi vengono allegati all’email e inviati a tutte le case editrici in circolazione (con la convinzione che a più gente mandi il libro, più è probabile che qualcuno lo accetti). L’errore più comune è che appunto non viene fatta una scrematura delle varie case, quindi chi pubblica solo romanzi rosa potrebbe trovarsi con la casella di posta intasata da romanzi gialli o da libri di cucina.

Ora, avete idea del tempo che impiegherà la casa editrice per leggere tutti i romanzi che le arrivano? E il suo lavoro non terminerà dopo aver scelto quello più promettente, perché a quel punto comincerà la fase di editing. E poi quella di correzione della bozza. Il romanzo passerà più e più volte nelle mani della casa editrice e dello scrittore, come una pallina di ping pong. E dopo mesi e mesi di duro lavoro, finalmente si potrà procedere con la pubblicazione.

Il vantaggio dell’agenzia editoriale quindi qual è? Che il romanzo arriverà alla casa editrice giusta già pronto e con una bella raccomandazione. È questo che intendevo con biglietto da visita: noi selezioneremo solo le case editrici veramente interessate al vostro tipo di opera e lo invieremo come un romanzo già completo (è bene sottolineare che potrebbero essere necessari ulteriori interventi sul testo, questo perché ogni casa editrice ha le sue norme redazionali e ogni romanzo che pubblica deve attenersi a queste regole).

Mettetevi nei panni della casa editrice: preferireste leggere centinaia di romanzi, sapendo che dopo dovrete anche correggerli e che questo vi porterà via mesi di tempo, o preferireste fidarvi dell’agenzia che vi invia il romanzo sapendo che lo troverete già pronto per la pubblicazione?

PERCHÉ NON RIESCO A TROVARE UNA CASA EDITRICE CHE MI PUBBLICHI?

Ogne scarrafone è bello 'a mamma soja!

Molto spesso capita di scrivere un romanzo che ci sembra perfetto e non riusciamo a spiegarci perché nessuna casa editrice sembri interessata alla sua pubblicazione.

Le motivazioni possono essere principalmente due:

Un errore sta nel credere che ciò che sembra perfetto a noi debba esserlo anche per gli altri. La verità è che siamo portati a vedere i nostri scritti come dei “figli” e non siamo aperti alle critiche costruttive che ci arrivano dall’esterno. Il mio consiglio è di far leggere il proprio romanzo a familiari, amici, conoscenti chiedendo loro di essere il più oggettivi e “crudeli” possibili nel giudicarlo e non prendere le loro valutazioni come offese personali.

Sicuramente un’agenzia letteraria può essere utile in questo perché non è interessata ad accontentare lo scrittore dicendogli che il suo romanzo è bello, ma vuole aiutarlo ad apportare migliorie al suo scritto con il fine di farlo arrivare nelle librerie.

La seconda motivazione è quella che riguarda gli errori commessi nel testo: è molto difficile accorgersi dei propri refusi anche quando il testo viene letto e riletto più volte; questo perché quando leggiamo qualcosa che già conosciamo il nostro cervello tende a completare le frasi prima che queste siano state effettivamente lette, non accorgendosi appunto degli errori presenti.

D’Annunzio fu uno dei più importanti scrittori del Nocevento. Questa frase è un esempio di come il nostro cervello possa spesso ingannarci. Sappiamo chi è D’Annunzio, sappiamo che fu uno scrittore del Novecento, non abbiamo bisogno di leggere la frase per intero, possiamo completarla in automatico e andare avanti con la lettura. E non ci siamo accorti di aver scritto Nocevento al posto di Novecento.

Un’agenzia letteraria invece, non conoscendo il romanzo che andrà a leggere, farà sicuramente più attenzione a ogni tipo di errore presente, questo anche grazie alla complicità di più correttori che si passeranno il testo per recuperare i refusi sfuggiti agli altri.

Nonostante tutto, non è detto che ogni libro trovi una casa editrice che lo pubblichi. A questo punto si possono seguire strade diverse: chiudere il romanzo in un cassetto in attesa di tempi migliori o autopubblicarsi.

Se la scelta ricade sull’autopubblicazione è bene sapere che esistono diversi servizi di self-publishing, bisogna solo scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. Questo sistema ha sicuramente dei vantaggi e degli svantaggi.

Tra i vantaggi ricordiamo che:

  • si può pubblicare ciò che si vuole, senza censure e senza preoccuparsi che la casa editrice rifiuti il vostro manoscritto;
  • si può scegliere la copertina, lo stile, il prezzo, la carta, insomma creare un libro come più vi piace, senza dovervi attenere alle norme della casa editrice;
  • i tempi sono piuttosto rapidi, mentre le case editrici spesso fanno aspettare mesi o addirittura anni prima di pubblicare un libro;
  • se il vostro libro viene notato da una casa editrice, potete comunque decidere di vendere i diritti a quest'ultima.

    Mentre tra gli svantaggi possiamo annoverare che:
  • i libri pubblicati dalle case editrici subiscono varie revisioni e giungono in libreria perfetti (o quasi), mentre molto spesso i libri autopubblicati sono privi di correzioni e quindi pieni di errori;
  • i lettori non sono molto invogliati a comprare un libro che è stato rifiutato dalle case editrici ritenendolo scadente;
  • è molto difficile riuscire a vendere copie e farsi conoscere;
  • bisogna pagare per far stampare il proprio libro e comprare un numero preciso di copie che a volte non si riesce a smaltire.

Quindi, come si può vedere, quello dell'autopubblicazione è un mondo abbastanza sfaccettato. Solitamente lo si consiglia ad autori emergenti che non hanno grandi possibilità con le case editrici tradizionali e che vogliono vedere il proprio libro pubblicato non tanto per guadagnarci qualcosa ma più che altro per motivi di orgoglio personale.

Passo ora a spiegare brevemente come funziona il self-publishing; si tenga presente però che i siti sono molti e ognuno offre servizi diversi, quindi qui farò solo un quadro generale. Se poi sceglierete questa opzione dovrete valutare attentamente tutte le condizioni con i diretti interessati per evitare "brutte sorprese".

Dunque, in linea generale grazie al self-publishing avrete la possibilità di affidare il vostro libro a uno di questi servizi e ricevere direttamente a casa vostra le copie del libro stampate. Ovviamente per farlo dovrete pagare una certa cifra (anche questa varia in base al servizio scelto) rendendo necessario quindi un investimento iniziale. A questo punto dovrete provvedere da soli a pubblicizzare e vendere il vostro libro oppure scegliere di vendere le copie online attraverso il sito. Tutti i guadagni andranno a voi, anche se, come si può capire, difficilmente alla fine si riuscirà a recuperare tutto quanto ciò che si è speso e ottenere un vero e proprio guadagno.

Se invece si decide di rinunciare al cartaceo, un'alternativa ci sarebbe: creare un sito-vetrina ad hoc che consenta di leggere (parzialmente o interamente) il proprio libro. Questo è uno dei servizi che potrebbe offrire anche Scribit, decidendo con lo scrittore come strutturare il sito e quali contenuti mostrare pubblicamente ai visitatori. In questo caso il vantaggio è che non dovrete preoccuparvi della distribuzione del libro cartaceo e potrete gestire tutto comodamente da casa.

La strada del self publishing è tutta in salita, anche se certamente non mancano gli autori che sono riusciti ad avere successo grazie all'autopubblicazione, ma sono molto rari. Posso citare ad esempio E.L. James, autrice delle Cinquanta Sfumature. La scrittrice è riuscita a ottenere successo pubblicando su un suo sito alcuni capitoli del suo libro e passando poi alla vendita di ebook. Successivamente è stata notata da una casa editrice che ne ha comprato i diritti e da lì è arrivato il successo.

VOGLIO SCRIVERE UN ROMANZO MA…

Quante volte ci siamo messi davanti al computer pensando: “Ok, voglio scrivere un libro!”. Gli aspiranti scrittori sono molti ma non tutti riescono a portare a termine la loro opera. Questo succede perché spesso non abbiamo un’idea completa di quello che vogliamo scrivere. Non abbiamo una storia.

Il mio consiglio è quello di non farsi trasportare subito dalla voglia di scrivere, ma buttare giù degli appunti che ci aiutino a costruire una trama il più particolareggiata possibile. Ricordiamoci che la storia deve essere lineare ma allo stesso tempo ricca di intrecci, flashback, colpi di scena che la rendano più accattivante. Ampio spazio deve essere lasciato allo studio dei personaggi, ai loro sentimenti, ai loro caratteri, a tutto ciò che li distingue e li rende unici. Attenzione al periodo storico in cui si decide di ambientare il romanzo perché si potrebbe incorrere in errori anacronistici; stessa attenzione è da rivolgere al luogo dove si decide di ambientarlo. Infine, ma non meno importante, chiedersi quale fascia di lettori vogliamo attirare e in quale genere letterario vogliamo far rientrare il nostro libro.

Solamente quando avremo finito di buttare giù il nostro schema potremo dedicarci alla stesura del romanzo mettendoci bene in testa una cosa: non dobbiamo abbandonarlo, mai, neanche quando saremo depressi, neanche quando non ci sembrerà più bello come lo avevamo immaginato; spesso sono solo momenti passeggeri, non dobbiamo lasciarci influenzare. Abbiamo fatto la nostra scelta, dobbiamo portarla avanti fino alla fine.

La prima cosa da decidere è sicuramente chi deve essere il narratore: è lo stesso protagonista del libro che parla in prima persona? È un narratore esterno e onnisciente? A questo punto si può decidere quale tempo verbale utilizzare e – attenzione! – mantenere durante tutto il racconto.

Bene, siamo pronti per cominciare: mettiamo momentaneamente da parte il titolo che è meglio decidere alla fine (cercando di non affezionarci troppo a quello che sceglieremo perché la casa editrice che ci pubblicherà potrebbe decidere di cambiarlo) e cominciamo a scrivere quelle che sono le più importanti parole del nostro libro, cioè l’incipit.

È l’incipit che decreta se il nostro libro sarà vincente e se il lettore lo comprerà. Per essere vincente l’incipit non deve essere scontato, deve incuriosire, deve dire e non dire, deve far venire voglia di andare avanti con la lettura.

Io personalmente ho amato e trovato originale l’incipit di Lolita, di Vladimir Nabokov: “Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita”.

Allo stesso modo mi hanno incuriosita le poche prime parole che aprono il primo capitolo di Amabili resti di Alice Sebold: “Mi chiamavo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici anni quando fui uccisa, il 6 dicembre del 1973”.

Consiglio di dedicare molto tempo alla stesura dell’incipit, tornandoci sopra più volte anche durante il corso dell’opera e tenendo sempre presente che quando il lettore prenderà in mano il vostro libro per la prima volta, quando dovrà decidere se comprare proprio lui tra i mille libri presenti sugli scaffali della libreria, quelle saranno le prime parole che leggerà.

A questo punto si può andare avanti con la scrittura, avendo sempre sotto mano il nostro schema. Un suggerimento è quello di dare importanza a tutti e cinque i sensi quando scriviamo il nostro libro. Spesso si tende a sottovalutare l’olfatto, il gusto e il tatto credendo che siano più importanti la vista e l’udito. In realtà, se vogliamo coinvolgere totalmente il lettore, dobbiamo fargli assaporare i gusti che immaginiamo noi, fargli respirare i profumi dei luoghi che descriviamo, fargli toccare ciò che toccano i personaggi. Solo così l’esperienza del lettore potrà definirsi completa.

Infine, non dobbiamo dimenticarci che l’unico modo per scrivere un romanzo è… scrivere. Spesso per noia, impegni vari, scuse di ogni genere tendiamo ad abbandonare il nostro libro o a dedicargli solo una piccola parte delle attenzioni che merita. Il mio consiglio è quello di trovare un momento della giornata (di prima mattina, durante la pausa pranzo, prima di andare a dormire, o un qualsiasi momento che scegliamo noi) in cui ci dedichiamo completamente alla scrittura. Non dobbiamo necessariamente dedicarle tanto tempo, l’importante è essere costanti. Un buon incentivo per “costringerci” ad andare avanti è chiedere la complicità di qualcuno, per esempio dicendogli che ogni fine settimana gli daremo 10 pagine nuove del nostro romanzo da leggere. In questo modo sappiamo che abbiamo preso un impegno non solo con noi stessi ma anche con un’altra persona che ha fiducia in noi e se non lo manteniamo ci sentiremmo in colpa.

MEGLIO AVERE UNA STORIA ORIGINALE O PRENDERE SPUNTO DALLE STORIE DEGLI ALTRI?

Rispondere a questa domanda non è facile: io personalmente credo che scrivere una storia originale sia sempre meglio ma è più rischioso perché così facendo non sempre si incontra il gusto del pubblico. Invece prendere spunto da un romanzo di successo potrebbe più facilmente portarci alla pubblicazione del libro, che però potrebbe così essere etichettato come “la copia di…”.

Entrambe le strade hanno dei pro e dei contro e credo che non ci sia una scelta giusta e una sbagliata. Stephenie Meyer ha rischiato scrivendo Twilight: ha scelto di mettere in scena dei vampiri, li ha trasformati per renderli affascinanti anche per delle ragazze ed è riuscita ad avere successo. Dopo di lei sono stati scritti infinità di altri libri sui vampiri da scrittori che hanno cavalcato l’onda della Meyer e sono stati tutti pubblicati, ma nessuno ha avuto lo stesso successo di Twilight.

La scelta è: scrivo un libro che probabilmente non piacerà e non verrà mai pubblicato o scrivo un libro che so già che piace e che verrà pubblicato quasi sicuramente? O anche: scrivo un libro che mi porterà al successo rendendomi capostipite di un filone o scrivo un libro che molti non compreranno perché sono fedeli solo all’originale?

Herman Melville sosteneva che è "meglio eccedere con l'originalità piuttosto che avere successo come imitatori. Chi non ha mai fallito in qualcosa, non può essere un grande uomo".

A voi la scelta.

 

Alcuni dei nostri lavori

editing bozze libro - in te e per te io sono

In te e per te io sono

Gerardo Paolicchio

Le enunciazioni di questo libro sono utili a chi ha l’intimo bisogno di voler capire le vere motivazioni della sua esistenza, in rapporto con ciò che lo ricirconda. L’esame cui è rivolta la trattazione segna un cammino di trasformazione interiore, necessario alla costituzione e acquisizione di una “coscienza consapevole” senza la quale l’uomo non può pervenire allo scopo assoluto della propria esistenza, meta che può essere raggiunta solo con un’analisi profonda di se stesso.

Un processo di riflessione interiore che si determina solo quando si ha ragione delle limitazioni di un esistere basato sulla superficialità e attaccamento a tutto ciò che nell’individuo crea felicità effimera e dubbie gratificazioni che non danno risposta alle vere attese, al bisogno di capire il vero fine, nascosto nei passaggi evolutivi che creano la sua catarsi, per un esistere che deve evolversi verso la pienezza. Se non si giunge ove risiedono tutte le peculiarità che spiegano il senso assoluto della vita, resta tutto senza significato ed è un modo di vivere che conduce a dure prove perché non può essere acquisito ciò che deve essere prima intimamente capito.

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Il peso nello zaino

Massimo Soccol

Il mondo è andato avanti. Tutto è cambiato, soprattutto per il viandante che vaga senza sosta nelle lande desolate di quella che sembra essere una Germania selvaggia e cupa. Un'incessante ricerca lo spinge verso l'oscurità più profonda, ma c'è in lui la speranza di poter trovare laggiù una redenzione per i suoi gesti. Le misteriose creature che popolano la foresta sono reali oppure sono solo un frutto malato della sua mente?

I dubbi attanagliano la sua coscienza e lui si aggrappa con tenacia al suo zaino. Cosa trascina con sé? Da quanto tempo lo fa? E perché sembra essere così importante per lui? Il mondo è andato avanti. Saprà stare al passo?

L'intero ricavato della vendita di questo libro è stato devoluto all'associazione ONLUS "LPS Lavoriamo per un sorriso".